Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio…quattro ricorrenze con un minimo comune multiplo: le scampagnate all’aria aperta con tante ricette tradizionali, molte delle quali hanno come protagoniste le fave. Tuttavia, per alcune persone, questo legume può rappresentare un serio pericolo per la salute. Oggi parliamo di favismo, una condizione genetica che richiede particolare attenzione e, per capirci un po’ di più, abbiamo intervistato la nostra nutrizionista, la Dott.ssa Anna Maria De Santis, che ci aiuta a fare chiarezza su questa patologia e su come affrontarla nella vita quotidiana. Sapevate, ad esempio, che il favismo non riguarda solo le fave?
Che cos’è il favismo, come si manifesta e come può essere gestito?
Il favismo è una condizione genetica che riguarda l’incapacità di metabolizzare correttamente una sostanza chiamata favina, presente nelle fave e in altri legumi. Questa patologia è legata a una carenza di un enzima chiamato G6PD (Glucosio-6-fosfato deidrogenasi), essenziale per proteggere i globuli rossi da danni ossidativi. Quando una persona affetta da favismo entra in contatto con certi fattori scatenanti, come le fave o altri legumi, può sviluppare una grave crisi emolitica, che comporta la distruzione dei globuli rossi.
A quale età può iniziare a manifestarsi e a quali sintomi dobbiamo fare attenzione?
Il favismo può manifestarsi fin dai primi anni di vita, tipicamente tra i 6 mesi e i 2 anni ma non è raro che si manifesti anche in età adulta, soprattutto dopo il consumo di fave o alimenti contaminati. I sintomi includono pallore, affaticamento, urine scure e a volte febbre. Tuttavia, la gravità della crisi può variare da persona a persona.
Quali alimenti devono essere assolutamente vietati da una persona affetta da favismo?
La principale fonte di rischio per chi soffre di favismo è rappresentata dalle fave. Tuttavia, devono essere evitati anche altri legumi della stessa famiglia, come piselli, ceci, fagioli e, in alcuni casi, anche soia. È fondamentale evitare anche qualsiasi cibo o prodotto che contenga tracce di questi legumi, poiché anche una piccola quantità può scatenare una reazione.
Come si può strutturare una dieta equilibrata per un bambino con favismo, in maniera tale da evitare carenze nutrizionali?
Una dieta equilibrata per un bambino affetto da favismo deve evitare completamente i legumi sopra menzionati, ma deve comunque essere nutriente e varia. È importante includere nella dieta:
- Proteine: carne, pesce, uova, e legumi sicuri come lenticchie o fagioli, purché non siano contaminati.
- Frutta e Verdura: una varietà di frutta e verdura fresca per garantire un adeguato apporto di vitamine e minerali.
- Carboidrati: pane, pasta, riso, patate e altri cereali.
- Grassi Sani: olio d’oliva, frutta secca, avocado.
Inoltre, è essenziale che i genitori o i tutori consultino un nutrizionista per creare un piano alimentare personalizzato, che garantisca che il bambino riceva tutti i nutrienti necessari per crescere sano.
E’ importante fare attenzione anche alla contaminazione?
Sì, la contaminazione degli utensili è un rischio reale per chi soffre di favismo. Gli utensili che sono stati utilizzati per preparare fave o legumi, sono quindi contaminati, devono essere accuratamente lavati per evitare tracce di favina. Per esempio, è fondamentale separare i coltelli, le pentole e i piatti che entrano in contatto con questi alimenti da quelli utilizzati per il cibo sicuro.
Esistono ingredienti a cui prestare particolare attenzione nei prodotti confezionati?
Chi soffre di favismo deve prestare molta attenzione anche agli ingredienti presenti negli alimenti confezionati. Alcuni alimenti, come le zuppe pronte, le conserve o i preparati di legumi, potrebbero contenere fave o altri legumi per migliorare il sapore o la consistenza. È essenziale leggere sempre le etichette per identificare eventuali ingredienti come fave, piselli, o soia. Inoltre, bisogna stare attenti a possibili contaminazioni crociate nei prodotti industriali che manipolano legumi, poiché fave, piselli, ecc. potrebbero essere presenti anche solo in tracce, eventualità che per legge deve essere sempre segnalata.
Ringraziamo la Dott.ssa De Santis per le sue preziose informazioni, sperando che siano state utili per i nostri lettori!
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