Ciao a tutti e ben ritrovati nel blog de La Borsa della Spesa, dove potete trovare tante curiosità sui prodotti stagionali che mangiamo…e non solo!
Oggi le protagoniste sono le seppie. Sapete che è questo il periodo in cui vengono pescate maggiormente? Siete così bravi da distinguerle da un calamaro? Queste e molte altre informazioni nel nostro appuntamento di oggi.
Innanzitutto, perché questa è “la stagione delle seppie”?
Semplice, vengono pescate con più facilità! Sapete perché? Tra marzo e maggio, si avvicinano alla costa per deporre le loro uova. Avvicinandosi in acque meno profonde, sono più accessibili ai pescatori. Inoltre, in questo intervallo di tempo, la loro qualità migliora grazie alle temperature ancora miti e alla dieta ricca di piccoli crostacei e pesciolini.
Come si puliscono? A voi una piccola guida pratica
Uno dei motivi per cui spesso le seppie non vengono acquistate, è la difficoltà riscontrata nel pulirle. Attenzione, non fatevi ingannare! Pulire le seppie, infatti, può sembrare complicato ma, in realtà, è tutta pratica. Seguite questi semplici passaggi e non sarà più un problema:
- Rimuovete la pelle esterna, che si stacca facilmente tirandola via;
- Aprite la sacca con estrema attenzione in maniera tale da non rompere la vescica del nero;
- Mettete da parte il nero e utilizzatelo per preparazioni particolari;
- Tirate fuori, sempre con delicatezza, le interiora e l’osso di seppia, ovvero la conchiglia interna;
- Rimuovete occhi e becco, situato tra i tentacoli;
- Lavate bene sotto acqua corrente per eliminare ogni residuo.
Qual è il segreto per cucinarle alla perfezione, conservando la loro morbidezza?
Generalmente, uno dei rischi quando si cucina la seppia è renderla gommosa. Il segreto? Il tempo di cottura! Per esempio: se utilizzate la piastra o la padella antiaderente, lasciatela cuocere 2-3 minuti a fuoco vivo; se, invece, la usate per arricchire sughi o nei brasati, lasciatela cuocere almeno 30-40 minuti. Ma non è tutto, vi lasciamo un ultimo trucchetto: se marinate la vostra seppia con limone o aceto per 30 minuti prima della cottura, sarà ancora più morbida.
Avete mai sentito parlare dell’osso di seppia? Sapete cos’è?
A quanti di voi, passeggiando in riva al mare, è capitato di trovare un osso di seppia? Se vi è capitato, sapete anche che non si tratta di un vero osso ma di una conchiglia interna calcarea che serve come struttura di supporto e aiuta la seppia a regolare il galleggiamento. Ma perché lo perdono? Dopo la morte, il corpo della seppia si deteriora rapidamente e la parte più resistente, cioè l’osso, si stacca. Sono le onde, infine, a trasportarlo sulle spiagge.
Il solito dilemma…è una seppia o un calamaro?
Sebbene simili, seppie e calamari presentano differenze sostanziali. Innanzitutto, il corpo delle seppie è più largo e schiacciato e hanno al loro conchiglia interna rigida. I calamari, invece, sono più allungati e hanno una struttura interna chiamata gladio, flessibile e trasparente. Nonostante non tutti se ne accorgano, anche i loro sapori sono diversi! Le seppie hanno una carne più dolce e densa, ideale per cotture lente mentre i calamari risultano più delicati e adatti a fritture e grigliate veloci.
E cosa dire del nero di seppia?
Il nero di seppia è una sostanza prodotta come meccanismo di difesa per creare una nube scura e sfuggire ai predatori. In cucina, questo liquido viene utilizzato per il suo sapore deciso e marino, soprattutto per risotti, paste e salse. Il classico “risotto al nero di seppia”, infatti, è un piatto simbolo della cucina mediterranea, dal colore intenso e dal gusto inconfondibile. Attenzione però: aggiungetelo alla fine se volete sentire al meglio il suo sapore!
Ultima curiosità ma non per importanza: approfittate di questo momento per comprarle, dato che essendo abbondanti nei mercati presentano prezzi convenienti.
Se avete voglia di divertirvi in cucina, seguite qui la ricetta delle “Seppie in umido con piselli” del nostro Chef Donato Carra.
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