Con l’arrivo della primavera e dell’estate, le allergie stagionali tornano a colpire milioni di persone, spesso con sintomi fastidiosi come starnuti, prurito agli occhi e congestione nasale. Ma se il polline è il principale responsabile, è possibile che anche ciò che mangiamo influisca sull’intensità delle reazioni allergiche? Ne parliamo con la nostra nutrizionista, la Dott.ssa Ida Liotti, per capire se esiste una correlazione tra alimentazione e allergie stagionali, quali cibi è meglio evitare e come una dieta mirata può contribuire ad alleviare i sintomi.
Dott.ssa Liotti, durante la primavera e l’estate molte persone soffrono di allergie stagionali, molto spesso a causa dei pollini. L’alimentazione influenza le allergie di cui soffriamo?
Sì, assolutamente. È vero che il principale responsabile delle allergie stagionali è il polline che, una volta inalato, può scatenare nei soggetti predisposti una risposta del sistema immunitario. Questo provoca un aumento dell’istamina e la comparsa dei classici sintomi allergici: starnuti, prurito agli occhi, congestione nasale, solo per citarne alcuni. In alcuni casi, il sistema immunitario può confondere le proteine presenti in determinati alimenti vegetali con quelle dei pollini, dando origine a una cosiddetta reazione crociata. Questo significa che mangiando alcuni tipi di frutta, verdura o altri cibi si può amplificare la risposta allergica.
Quali sono i prodotti che andrebbero limitati?
Dipende dal tipo di polline a cui si è allergici. Ad esempio:
Chi, solitamente da maggio a settembre, è allergico alle Graminacee nei periodi di picco dell’allergia potrebbe limitare:
- tra la frutta: agrumi, melone, pesche, prugne, anguria, kiwi, ciliegie, albicocche;
- tra frutta secca: mandorle e arachidi;
- tra gli ortaggi: pomodoro, sedano, bietole;
- ma anche alcuni cereali come il frumento, l’orzo, l’avena, il mais, il riso e la segale.
Chi soffre di allergia alle Parietarie, più o meno da marzo a ottobre, dovrebbe limitare:
- alcuni legumi, tra cui i piselli, i fagioli e la soia;
- le patate;
- ciliegie, melone, kiwi, anguria, pesche;
- arachidi, pistacchi;
- alcuni ortaggi, tra cui pomodori, carote, sedano, finocchio.
Per chi è allergico alle Betulacee, da aprile e maggio, gli alimenti da limitare sono:
- tra la frutta: mela, pera, banana, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, kiwi, lampone, fragola;
- alcuni ortaggi come le carote, il sedano o il finocchio;
- alcune spezie, tra cui il pepe verde e il prezzemolo;
- ma anche noci, nocciole, mandorle, arachidi.
Esistono anche alimenti che, indipendentemente dal tipo di polline, possono peggiorare i sintomi allergici?
Sì, alcuni cibi contengono naturalmente alte quantità di istamina o ne stimolano il rilascio. In generale, è utile limitarli nei periodi in cui i sintomi allergici sono più intensi. Tra questi troviamo, ad esempio, formaggi stagionati, tonno in scatola, pesce affumicato, alcolici, cioccolato, insaccati, funghi, pomodori, crostacei, molluschi, vino e birra.
Dottoressa, quindi una corretta alimentazione può davvero fare la differenza?
Decisamente sì. Nei periodi di massima esposizione ai pollini, prestare attenzione all’alimentazione può sicuramente aiutare a ridurre l’intensità dei sintomi ma ci tengo a precisare che non è la soluzione, né la cura. Naturalmente, è sempre importante personalizzare l’approccio con l’aiuto di un professionista.
E voi come siete messi con l’allergia quest’anno? Fatecelo sapere e continuate a seguire La Borsa della Spesa su Facebook e Instagram e iscrivetevi gratis alla Newsletter mensile
