Ogni gennaio si sente parlare sempre di più di Veganuary. C’è chi lo segue con entusiasmo, chi lo guarda con curiosità e chi pensa di non poter proprio rinunciare ai prodotti di origine animale. In realtà, al di là delle etichette, il Veganuary può essere letto come un mese di scoperta: un’occasione per riflettere su cosa mettiamo nel piatto e su quali abitudini alimentari possiamo rendere più consapevoli, senza stravolgere tutto.
Ma cos’è davvero il Veganuary e, soprattutto, cosa vale la pena portarsi dietro anche dopo gennaio?
Un esperimento gustoso!
Il termine Veganuary nasce dalla fusione di “vegan” e “January”, cioè gennaio, ed è stato introdotto nel 2013 nel Regno Unito. Da qui, l’iniziativa si è diffusa rapidamente, arrivando a coinvolgere milioni di persone in più di 200 Paesi nel mondo. Si tratta di una sfida: provare ad alimentarsi in modo esclusivamente vegano per un mese.
In questo modo, tante persone hanno provato a partecipare a questo esperimento collettivo che permette di avvicinarsi a nuovi ingredienti e nuove ricette, approfittando di un mese tradizionalmente dedicato alla disintossicazione dalle abbuffate delle Feste.
I punti in comune con la nostra cucina di sempre
Chi pensa che l’alimentazione vegetale sia lontana dalla tradizione italiana, spesso dimentica quante ricette di casa nascano già senza ingredienti animali. Legumi, verdure, cereali, zuppe, minestre, contorni semplici: fanno parte da sempre della nostra cultura alimentare.
Il Veganuary ci ricorda che:
- i legumi sono una fonte preziosa di proteine vegetali;
- i cereali, soprattutto quelli integrali, saziano e sono versatili;
- le verdure di stagione possono diventare protagoniste del piatto e non solo un contorno.
Cosa abbiamo imparato
L’aspetto più interessante del Veganuary non è tanto “diventare vegani”, quanto imparare qualcosa di utile anche per la cucina di tutti i giorni.
Uno degli insegnamenti più utili è infatti “variare”. Inserire più piatti vegetali significa ampliare il repertorio, non impoverirlo. Si impara a usare meglio spezie, erbe aromatiche, cotture e combinazioni semplici ma complete.
Come portare il Veganuary nella vita di tutti i giorni
Non serve continuare con un’alimentazione completamente vegetale per tutto l’anno. Basta poco per fare la differenza:
- dedicare uno o due pasti a settimana a piatti vegetali;
- riscoprire ricette tradizionali a base di legumi e verdure;
- alternare le fonti proteiche, senza eliminare nulla ma variando di più;
- puntare su piatti unici completi e stagionali.
In questo modo il cambiamento diventa realistico e adatto a tutta la famiglia.
Non una rinuncia, ma una scelta in più
Il Veganuary ci insegna che possiamo mangiare bene anche semplificando, che la cucina vegetale non è complicata e che fare scelte più attente è possibile senza rinunciare al piacere della tavola, soprattutto se facciamo attenzione alla stagionalità! Scegliere frutta e verdura del periodo non solo migliora il gusto dei piatti, ma aiuta anche a ridurre gli sprechi e a fare una spesa più consapevole.
Ed è proprio questo lo spirito che può accompagnarci per tutto l’anno: meno automatismi, più attenzione a ciò che scegliamo e portiamo a casa.
E voi, avete provato il Veganuary o avete introdotto qualche nuova abitudine in cucina? Raccontatecelo su Facebook e Instagram.
Per ricevere ogni mese consigli, idee e suggerimenti per una spesa più consapevole, potete iscrivervi gratuitamente alla nostra Newsletter.
