Il 29 settembre è ufficialmente terminato il fermo pesca per i compartimenti da San Benedetto del Tronto a Bari, mentre quelli del Tirreno, dello Ionio, della Sicilia e della Sardegna osserveranno lo stop dal 1° al 30 ottobre.
Ma cosa vuol dire, esattamente? E in che modo questo evento influisce sulla nostra spesa? Scopriamolo insieme!
Cos’è il fermo pesca e perché si fa
Il fermo pesca, o fermo biologico, è il periodo dell’anno in cui molte barche da pesca (in particolare quelle che usano le reti a strascico) sospendono per legge la loro attività. Il motivo è semplice: dare al mare il tempo per rigenerarsi. Sospendere la pesca significa infatti permettere alle specie ittiche di completare il loro ciclo vitale, far crescere i piccoli e ripopolare i fondali. Senza queste pause il rischio è di svuotare il mare, con danni per l’ambiente e per lo stesso lavoro dei pescatori. Il calendario cambia lungo le coste italiane proprio per evitare che tutta l’Italia si fermi contemporaneamente e che sui banchi manchi il pesce nazionale.
Cosa cambia sul banco
Tranquilli, il fermo pesca non impedisce ai prodotti di arrivare nei mercati! La piccola pesca costiera, l’acquacoltura e altre attività poco invasive continuano regolarmente, e sui banchi si trovano molte specie come alici, sardine, sgombri, cozze, vongole e pesce d’allevamento. Cambia però il mix: nei mesi di stop si vedono meno specie tipiche della pesca a strascico come triglie, naselli, gallinelle, scampi e mazzancolle di profondità. Anche i prezzi si muovono: quando queste varietà sono meno disponibili tendono a costare di più, mentre nei giorni successivi alla ripresa il pescato locale torna abbondante e più conveniente.
Occhio al calendario
Per fare la spesa con più consapevolezza durante tutto l’anno, è utile tenere a mente le tappe principali del fermo biologico in Italia. In Alto Adriatico (da Trieste ad Ancona) lo stop dura di solito da fine luglio a metà settembre. Nel Medio e Basso Adriatico (da San Benedetto del Tronto a Bari) si va da metà agosto a fine settembre. Nel Basso Adriatico pugliese (Brindisi, Otranto, San Cataldo) e in tutto il resto d’Italia, quindi Tirreno, Ionio, Sicilia e Sardegna, il fermo si concentra invece nel mese di ottobre. Le date esatte cambiano ogni anno con un decreto del Ministero dell’Agricoltura, ma il ritmo di massima è questo: l’estate ferma l’Adriatico, l’autunno ferma il resto d’Italia.
Un menù autunnale
Ora che l’Adriatico è di nuovo operativo, ecco un’idea di menù completo con pesce e verdure di stagione, tutti facilmente reperibili in questi giorni d’autunno.
Antipasto: alici marinate al limone con misticanza autunnale. Le alici sono economiche, sostenibili e ricchissime di omega 3. Marinatele per un paio d’ore con succo di limone, sale e olio extravergine, poi servitele su un letto di insalata di stagione con qualche fettina di finocchio e olive taggiasche.
Primo: risotto con zucca e gamberi. La zucca appena arrivata sui banchi si sposa benissimo con la dolcezza delle mazzancolle o dei gamberi rosa. Rosolate la zucca a dadini, aggiungete il riso, sfumate con vino bianco e portate a cottura con brodo vegetale. A fine cottura mantecate con olio e unite i gamberi saltati in padella con aglio e prezzemolo.
Secondo: seppie in umido con bietole e patate. Le seppie di questa stagione sono tenere e saporite. Stufatele in padella con cipolla, un cucchiaio di concentrato di pomodoro e un bicchiere di vino bianco. A metà cottura unite patate a tocchetti e, negli ultimi minuti, foglie di bietola.
Fine settembre è uno dei momenti migliori dell’anno per tornare in pescheria con curiosità. Chiedete al vostro pescivendolo di fiducia cos’è arrivato dai porti italiani più vicini, guardate le etichette e lasciatevi guidare da quello che il mare offre in questi giorni.
Voi cosa avete messo nel piatto questa settimana? Raccontatecelo nei commenti! E per restare aggiornati su prezzi, consigli e novità della stagione, seguiteci su Facebook e Instagram, oppure iscrivetevi gratuitamente alla nostra Newsletter mensile.
