Buone notizie per gli amanti di foglie secche, tisane e maglioni: mercoledì 23 settembre alle 2:05 del mattino il Sole attraverserà l’equatore celeste e comincerà ufficialmente l’autunno! È l’equinozio, dal latino aequinoctium, “notte uguale (al giorno)”: il momento dell’anno in cui le ore di luce e quelle di buio si equivalgono. E così come cambia la stagione, anche i banchi dell’ortofrutta cambiano!
Come si viveva l’equinozio nelle campagne
Per le comunità contadine questo era uno dei passaggi più importanti dell’anno. Si chiudevano i raccolti estivi, si finiva di battere il grano e si entrava nella stagione della vendemmia, che animava le campagne di tutta Italia. La luna piena più vicina all’equinozio prende ancora oggi il nome di Luna del Raccolto: la sua luce particolarmente intensa permetteva ai contadini di continuare a lavorare nei campi anche dopo il tramonto, portando a termine la raccolta prima del brutto tempo. Anche i Romani consideravano queste giornate un momento speciale e le dedicavano a Pomona, dea dei frutti, per ringraziarla dei raccolti.
Cosa arriva sui banchi
Uva. Regina di settembre e ottobre. Le varietà da tavola più diffuse sono Italia, Vittoria, Red Globe, Pizzutello, insieme all’uva fragola dal profumo inconfondibile. Ottima da mangiare al naturale, si presta anche a torte rustiche come la schiacciata con l’uva toscana.
Fichi. I settembrini sono gli ultimi della stagione e spesso i più dolci. Perfetti con salumi e formaggi freschi, si conservano bene sotto forma di confettura per l’inverno.
Melograno. I primi frutti compaiono a fine settembre. I chicchi arricchiscono insalate, risotti e piatti di carne, mentre il succo è uno squisito toccasana, ricco di vitamine e antiossidanti.
Mele e pere. Le mele autunnali (Renetta, Fuji, Golden, Stark) sostituiscono le varietà estive. Le pere Abate, Kaiser e Conference sono ideali sia crude sia cotte al forno o abbinate a formaggi stagionati.è090’
Castagne e marroni. Cominciano a fine settembre e proseguono per tutto ottobre e novembre. Buonissime arrostite, ma anche dentro zuppe, dolci, o addirittura come farine per crêpes e pasta fresca.
Zucca. Torna protagonista con le varietà Mantovana, Delica, Butternut, Violina. Si presta a vellutate, gnocchi, ripieni per la pasta, dolci e contorni al forno.
Funghi. Porcini, chiodini, finferli e altri arrivano dai boschi dopo le prime piogge. Ottimi per risotti, tagliatelle, secondi di carne e come contorno saltati in padella.
Broccoli, cavolfiori, cavoli. Riprendono spazio dopo la pausa estiva. Alla base di minestre, contorni gratinati
Bietole, spinaci, cicoria. Le verdure a foglia scura tornano in abbondanza. Perfette ripassate in padella o come ripieno di torte salate e ravioli.
Cosa evitare in questa fase
Nel cambio di stagione è utile un po’ di prudenza al banco. I primissimi frutti autunnali (le prime castagne, i primi funghi coltivati, le prime zucche) spesso costano molto perché la produzione è ancora limitata e la qualità non è quella delle settimane successive. Meglio aspettare un paio di settimane dall’apparizione sul banco per pagarli il giusto e trovarli al punto migliore di maturazione. Stesso discorso per gli ortaggi estivi che stanno per uscire di stagione: pomodori, zucchine e melanzane si trovano ancora, ma la qualità potrebbe non essere al top e i prezzi potrebbero risalire perché le produzioni si riducono. Meglio orientarsi su ciò che è appena arrivato e abbondante.
E voi, cosa mettete nel carrello?
Il vero segreto per fare una buona spesa in questo periodo è farsi guidare da quello che si trova al mercato più che dalle abitudini estive. E per andare a colpo sicuro, consultate ogni venerdì La Borsa della Spesa della settimana!
Voi come state affrontando il cambio di stagione? Qual è il primo piatto autunnale che avete voglia di rifare? Raccontatecelo nei commenti! E per restare aggiornati su prezzi, consigli e novità della stagione, seguiteci su Facebook e Instagram, oppure iscrivetevi gratuitamente alla nostra Newsletter mensile.
